Prevenire, per un dentista, vuol dire arrivare un passo prima del problema: accorgersi di una carie, di una malattia delle gengive o di una lesione della bocca prima che diano segni evidenti. È un lavoro che si fa in due: chi si fa controllare e chi sa cosa cercare.
A ottobre si parla spesso di prevenzione, eppure molte persone vanno ancora dal dentista solo quando qualcosa fa male. Il punto è che i problemi più comuni della bocca, all’inizio, di solito non fanno male.
Perché farsi controllare anche quando non fa male
Una carie tra un dente e l’altro può crescere a lungo senza dare fastidio, e spesso a occhio nudo non si vede. La parodontite, la malattia delle gengive che una volta si chiamava piorrea, dà segnali leggeri: gengive che sanguinano quando ci si lava i denti, alito pesante, gengive gonfie. La Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) ricorda che in molti casi la parodontite viene diagnosticata tardi, quando parte dei tessuti che sostengono il dente è già andata persa. Abbiamo raccontato i segnali e le cure nell’articolo Parodontite: i segnali da non trascurare e come si cura.
Anche una lesione delle mucose, all’inizio, può non dare dolore. Per questo il controllo ha senso proprio quando va tutto bene.
La parte del paziente: farsi vedere con regolarità
- Venire ai controlli con la frequenza concordata con il dentista, anche senza sintomi.
- Curare l’igiene a casa ogni giorno: spazzolino, filo o scovolino tra i denti, con le indicazioni ricevute in studio.
- Segnalare i cambiamenti: gengive che sanguinano, una sensibilità nuova, una piccola ferita o una macchia in bocca che non scompare entro due o tre settimane. In quel caso è meglio farla vedere subito, senza aspettare il controllo.
La parte dello studio: cosa si guarda in un controllo di prevenzione
Un controllo di prevenzione non si ferma al dente che il paziente indica. Allo Studio Dentistico Fioretti di Chiari il controllo comprende, secondo il bisogno di ciascuno, questi passaggi.
Prevenire la carie, non solo curarla
Quando il rischio di carie è più alto, si lavora prima che la carie compaia: applicazioni di fluoro in studio, prodotti adatti per casa, consigli sulle abitudini. Per un’idea orientativa del rischio c’è il nostro test sulle abitudini: dieci domande, circa due minuti; non sostituisce la visita.
Le piccole radiografie mirate
Alcune carie nascono nei punti di contatto tra i denti, dove l’occhio non arriva. Piccole radiografie mirate permettono di vederle in fase iniziale. Non si fanno a ogni controllo: il dentista le prescrive quando servono, in base al rischio di ciascuno.
La seduta di igiene: non solo tartaro
La seduta di igiene non serve soltanto a togliere il tartaro dalla parte visibile dei denti. È anche il momento in cui si controllano le gengive, si rivedono le abitudini di pulizia a casa e si decide insieme ogni quanto tornare. Trovi come lavoriamo nella pagina Igiene orale e prevenzione.
Lo screening della parodontite
Con una sonda sottile a punta arrotondata, che ha una banda colorata, si valuta la profondità dello spazio tra dente e gengiva nelle sei zone della bocca e si annota un codice per ciascuna. Secondo la SIdP questo esame di screening richiede dai 3 ai 5 minuti e andrebbe fatto a tutti, alla prima visita e ai controlli successivi. Se in una zona la banda colorata scompare in parte o del tutto, si programma una visita parodontale completa. Una stima orientativa, che non sostituisce la visita, la dà il test sulla parodontite.
Il controllo delle mucose
Durante il controllo si guardano anche lingua, guance, palato e pavimento della bocca. La Fondazione ANDI ricorda che il dentista è il primo specialista in grado di notare i segni di un tumore del cavo orale. Se una lesione non convince, il paziente viene indirizzato agli approfondimenti del caso.
Ogni quanto fare un controllo?
Non c’è un intervallo uguale per tutti. Conta la storia di ciascuno: carie passate, salute delle gengive, fumo, malattie generali come il diabete, l’apparecchio ortodontico. Dopo la prima visita il dentista propone la frequenza dei controlli e delle sedute di igiene, e la rivede nel tempo.
Domande frequenti
Se non ho dolore, ha senso andare dal dentista?
Sì. Carie iniziali, parodontite e lesioni delle mucose spesso all’inizio non fanno male: il controllo serve a cercarle quando sono agli inizi.
Quanto dura lo screening della parodontite?
Pochi minuti: secondo la SIdP, dai 3 ai 5.
Le radiografie si fanno a ogni controllo?
No. Il dentista le prescrive quando servono, in base al rischio di ciascuno.
La pulizia dei denti basta come prevenzione?
È una parte importante, non l’unica. La prevenzione comprende anche il controllo di denti, gengive e mucose e le abitudini di ogni giorno.
Vuoi fare il punto sulla tua prevenzione?
Per un controllo, contattaci o mandaci un messaggio per essere richiamato nelle prossime 24 ore. Studio Dentistico Fioretti, Vicolo Tonale 1, Chiari (BS), telefono 030 712117.
Fonti: Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, screening parodontale PSR; Fondazione ANDI, Oral Cancer Day (2018).
